Ramsey segna di nuovo. Ma questa volta a morire è il calciatore stesso.

PicMonkey Collage

La maledizione di Ramsey non si arresta. Sabato 9 Gennaio 2016 Aaron Ramsey era andato a segno con la maglia dell’Arsenal. 24 ore dopo moriva David Bowie. Mercoledì 13 Gennaio 2016 il giocatore della squadra inglese è andato di nuovo a segno. Stessa prassi: il giorno seguente viene annunciata la morte di Alan Rickman, l’attore diventato famoso per aver interpretato il Professor Piton nella saga cinematografica “Harry Potter”.
La legge secondo la quale dopo 24 ore dal gol di Ramsey un personaggio celebre muoia sembrerebbe soltanto una semplice coincidenza ma ormai è dal 2011 che succede. I casi in 5 anni sono stati 9: il primo è stato Bin Laden, seguito da Steve Jobs, Gheddafi, Paul Walker, Jorge Videla, Whitney Houston, Robin Williams fino ad arrivare ai due casi citati all’inizio, ovvero David Bowie ed Alan Rickman. Tutti e 9 deceduti 24 ore dopo il gol del gallese.

Nella giornata di oggi Ramsey è andato di nuovo a segno ma, ironia della sorte, la sua maledizione ha colpito proprio il giocatore stesso, deceduto poche ore dopo la partita.
Il centrocampista aveva segnato all’inizio del primo tempo e, a causa di scelte tecniche, era stato sostituito a metà del secondo. Al termine della partita, assieme a tutti gli altri compagni di squadra, era ritornato in pullman alla sede sportiva della società (un “selfie” scattato durante il viaggio di ritorno ne è appunto la prova).
Non si hanno però informazioni dettagliate sull’ora della tragedia e non si sa quindi se questa sia avvenuta in sede o qualche ora più tardi una volta tornato a casa.
I medici del team assicurano che era in buona salute e che, fin dall’inizio della stagione, mai aveva dato segni di malessere fisico.

Si conclude dunque così la famosa leggenda della “Maledizione di Ramsey”: con  un epilogo che è un misto tra l’ironia e l’assurdo.
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